3. Struttura, governo e amministrazione
3.1 Organi sociali

Assemblea dei/delle soci/e: Organo sovrano dell’associazione composto da 481 organizzazioni dislocate su tutto il territorio provinciale
Consiglio direttivo: 1 presidente + 8 consiglieri eletti dall’assemblea
Organo di controllo: 2 componenti eletti dall’assemblea + 1 componente eletto dall’OTC
OTC: Organo territoriale di controllo
Il governo del CSV Alto Adige appartiene alle organizzazioni di volontariato e agli enti di Terzo settore soci del Centro. Viene esercitato per mezzo degli organi di partecipazione democratica indicati dallo statuto e mediante forme definite di consultazione atte a concorrere ed a contribuire ad un governo partecipato del CSV Alto Adige.Sono organi sociali dell’ente:
l’Assemblea dei soci
il Consiglio direttivo
il/la Presidente
il/la Vicepresidente
l’Organo di controllo
Completa il sistema di governo e di controllo l’ONC (Organismo Nazionale di Controllo) dei Centri di Servizio per il Volontariato, e la sua articolazione OTC (Organismo Territoriale di Controllo), competente per il territorio provinciale.La struttura di governo favorisce un sistema ampio di partecipazione interna, permeabile e aperto al coinvolgimento esterno degli stakeholders.
3.1.1 Assemblea dei soci
È l’organo sovrano dell’associazione che in via ordinaria e gratuita svolge i seguenti compiti:
L’Assemblea dei soci è l’organo preposto alla definizione degli indirizzi e degli orientamenti generali dell’associazione. All’assemblea, che rappresenta l’organo sovrano dell’associazione, vengono demandati, tra gli altri, il compito di approvare il programma annuale e relativo bilancio preventivo, approvare il bilancio consuntivo, il bilancio sociale, nonché deliberare su eventuali modifiche statutarie e nominare i componenti degli organi dell’associazione.
Nel corso del 2025 si sono svolte due assemblee degli associati in presenza presso la sala Academy della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano il 10.03 2025 per l’approvazione del bilancio 2024 ed inoltre per le elezioni degli organi sociali, e il 04.11.2025 per l’esame ed approvazione del bilancio preventivo 2026 e del piano annuale di attività per l’anno 2026. Nella prima assemblea del 10 marzo 2025 hanno partecipato 115 enti soci del CSV Alto Adige mentre nella seconda del 4 novembre 2025 hanno partecipato 84 enti.
approvare il bilancio consuntivo e il bilancio sociale e ratificare il piano annuale delle attività;
approvare i regolamenti attuativi;
eleggere i membri del Consiglio direttivo, il Presidente, i membri dell’Organo di controllo.
Ciascun associato può intervenire personalmente in Assemblea o può farsi rappresentare da un altro associato. I soci si impegnano a contribuire allo sviluppo dell’associazione, promuovendone lo spirito e l’adesione presso la comunità locale. Ai soci viene richiesto di incontrarsi, rendersi disponibili a partecipare alla vita associativa, portando idee, energie e competenze, nella costruzione di strategie, progetti e iniziative, per migliorare le politiche di intervento a favore del volontariato.L’Assemblea dei soci è l’organo preposto alla definizione degli indirizzi e degli orientamenti generali dell’associazione. All’assemblea, che rappresenta l’organo sovrano dell’associazione, vengono demandati, tra gli altri, il compito di approvare il programma annuale e relativo bilancio preventivo, approvare il bilancio consuntivo, il bilancio sociale, nonché deliberare su eventuali modifiche statutarie e nominare i componenti degli organi dell’associazione.
Nel corso del 2025 si sono svolte due assemblee degli associati in presenza presso la sala Academy della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano il 10.03 2025 per l’approvazione del bilancio 2024 ed inoltre per le elezioni degli organi sociali, e il 04.11.2025 per l’esame ed approvazione del bilancio preventivo 2026 e del piano annuale di attività per l’anno 2026. Nella prima assemblea del 10 marzo 2025 hanno partecipato 115 enti soci del CSV Alto Adige mentre nella seconda del 4 novembre 2025 hanno partecipato 84 enti.
3.1.2 Il Consiglio direttivo
È l’organo amministrativo dell’Associazione. È eletto dall’Assemblea fra i propri associati e amministra l’associazione prendendo decisioni in attuazione delle politiche e delle strategie definite dall’Assemblea.
I suoi componenti sono nove. La carica sociale di consigliere è gratuita, dura tre anni ed i membri sono rieleggibili con il limite di tre mandati consecutivi.
Nel 2025 il Consiglio direttivo si è riunito sette volte, per un totale di 25 ore, e una partecipazione media di sette componenti.
Si precisa che tutti i 7 incontri del Consiglio direttivo sono stati organizzati in presenza.
Il Consiglio direttivo si riunisce regolarmente per trattare i principali argomenti relativi all’indirizzo delle attività del Centro di Servizio, alla gestione delle risorse umane, alle approvazioni amministrativo-contabili, alla supervisione delle principali attività e iniziative, all’avvio di iniziative straordinarie. Agli incontri sono invitati e partecipano anche i componenti dell’organo di controllo e, all’occorrenza, componenti dello staff per affrontare questioni specifiche di un’area di lavoro specifica.
I suoi componenti sono nove. La carica sociale di consigliere è gratuita, dura tre anni ed i membri sono rieleggibili con il limite di tre mandati consecutivi.
Nel 2025 il Consiglio direttivo si è riunito sette volte, per un totale di 25 ore, e una partecipazione media di sette componenti.
Si precisa che tutti i 7 incontri del Consiglio direttivo sono stati organizzati in presenza.
Il Consiglio direttivo si riunisce regolarmente per trattare i principali argomenti relativi all’indirizzo delle attività del Centro di Servizio, alla gestione delle risorse umane, alle approvazioni amministrativo-contabili, alla supervisione delle principali attività e iniziative, all’avvio di iniziative straordinarie. Agli incontri sono invitati e partecipano anche i componenti dell’organo di controllo e, all’occorrenza, componenti dello staff per affrontare questioni specifiche di un’area di lavoro specifica.
Riassumendo
Il Consiglio direttivo esercita l’amministrazione ordinaria e straordinaria, determina i programmi, le priorità e gli obiettivi.
Inoltre, propone all’Assemblea i regolamenti per il funzionamento del CSV Alto Adige ETS e degli organi sociali. Predispone la proposta di bilancio preventivo e consuntivo da presentare all’Assemblea, il programma annuale delle attività e le conseguenti scelte relative alla struttura e al funzionamento del CSV Alto Adige ETS. Svolge compiti di proposta ed impulso dell’attività, elegge il Presidente e il Vicepresidente. Tutte le cariche sociali sono rivestite a titolo gratuito, salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate nell’esercizio dell’incarico ricoperto.
Inoltre, propone all’Assemblea i regolamenti per il funzionamento del CSV Alto Adige ETS e degli organi sociali. Predispone la proposta di bilancio preventivo e consuntivo da presentare all’Assemblea, il programma annuale delle attività e le conseguenti scelte relative alla struttura e al funzionamento del CSV Alto Adige ETS. Svolge compiti di proposta ed impulso dell’attività, elegge il Presidente e il Vicepresidente. Tutte le cariche sociali sono rivestite a titolo gratuito, salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate nell’esercizio dell’incarico ricoperto.
| Cognome e nome | Ruolo | Associazione di riferimento | Settore |
| Bonagura Sergio | Presidente | Arciragazzi | cultura italiana |
| Macchia Vanessa | Vicepresidente | Associazioni giovanili di madrelingua tedesca | |
| Bonamico Ivo | Segretario – Consigliere | Croce Bianca | Soccorso |
| Ploner Pepi | Consigliere | Federazione delle bande musicali – cultura tedesca | |
| Gnecchi Luisa | Consigliera | Associazione AUSER Bolzano | Sociale Italiano |
| Degasperi Esther | Consigliera | Associazione AEB | Sociale tedesco |
| Staffler Hanspeter | Consigliere | Associazione Alpenverein Südtirol | ambiente e tutela del paesaggio |
| Tiefenbrunner Thomas | Consigliere | Associazione VSS | Sport |
| Zemmer Egon | Consigliere | Associazione Südtiroler Schützenbund | cultura ladina |
Il Consiglio direttivo è l’organo di amministrazione ed esecutivo delle linee strategiche di azione definite in sede assembleare; è composto da nove consiglieri, con un mandato di tre anni.
Si ricorda le modifiche nello statuto nuovo del CSV Alto Adige – Estensione della durata del mandato, approvate in assemblea dei soci il 5 aprile 2024:
Nell’articolo 8, comma 3 è prevista l’estensione della durata del mandato da 3 anni a 4 anni, e specificatamente quanto segue: le cariche sociali dei componenti del Consiglio direttivo sono ricoperte a titolo gratuito e volontario. I membri del Consiglio direttivo e l’Organo di controllo durano in carica quattro anni dalla data di insediamento e fino all’approvazione del bilancio. I membri del Consiglio direttivo e dell’organo di controllo non possono restare in carica per più di tre mandati consecutivi. La stessa persona non può coprire la carica del/della Presidente del Consiglio direttivo per più di nove anni, anche non consecutivi. La composizione del Consiglio direttivo e dell’organo di controllo deve garantire la presenza del gruppo linguistico italiano, tedesco e ladino.
Art. 10 dello Statuto del CSV Alto Adige ETS – Il Consiglio direttivo
1. Il Consiglio direttivo è l’organo di amministrazione dell’Associazione ed è dotato di poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione riconosciutigli dalla legge e dallo statuto.
2. Il Consiglio direttivo è composto da un minimo di cinque e un massimo di nove membri, compreso il/la Presidente e il/la Vicepresidente secondo il numero di volta in volta stabilito dall’Assemblea in sede di nomina.
3. Non può essere nominato membro del Consiglio direttivo e, se nominato, decade dal suo ufficio l’interdetto, l’inabilitato, il fallito o chi è stato condannato a una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.
4. Al fine di favorire la partecipazione attiva e l’effettivo coinvolgimento di tutti gli/le associati/e, prima di procedere all’elezione, l’Assemblea stabilisce il numero minimo di consiglieri appartenenti alle organizzazioni associate di piccola e di grande dimensione e ne definisce i criteri, qualora ciò non sia già stato stabilito dai regolamenti elettorali.
5. Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più membri del Consiglio direttivo, il/la Presidente convoca l’Assemblea dei/delle Soci/e affinché provveda all’elezione del nuovo Consigliere. Il mandato del/della Consigliere/a subentrato scade con quello del consiglio di cui è divenuto parte.
6. Al Consiglio direttivo spetta:
a. eleggere, tra i propri membri, il/la Presidente e il/la Vicepresidente;
b. curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;
c. predisporre i bilanci consuntivo e preventivo nonché il programma annuale di attività da presentare all’Assemblea;
d. predisporre i regolamenti;
e. deliberare sulle domande di nuove adesioni;
f. prendere atto della perdita di qualità di socio/a;
g. provvedere agli affari di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano spettanti all’Assemblea dei/delle soci/e;
h. nominare e revocare il/la Direttore/Direttrice, decidere sull’assunzione e il licenziamento del personale dipendente, l’avvio e l’interruzione di rapporti di collaborazione e consulenza;
i. ratificare o respingere i provvedimenti d’urgenza adottati dal/dalla Presidente;
j. proporre all’Assemblea i provvedimenti di esclusione da socio/a per i motivi di cui all’art. 6.
7. Il Consiglio direttivo è convocato di regola almeno sei volte l’anno e ogni qualvolta il/la Presidente o in sua vece il/la Vicepresidente, lo ritenga opportuno, o quando almeno la metà dei membri ne faccia richiesta.
8. Il Consiglio è convocato con almeno dodici giorni di anticipo dal/dalla Presidente senza obbligo di forma, purché con mezzi idonei, di cui si abbia prova di ricezione da parte dei destinatari.
9. Il Consiglio direttivo è presieduto dal/dalla Presidente o, in caso di sua assenza, dal/dalla Vicepresidente. Assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri e il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.
10. I verbali di ogni adunanza del Consiglio direttivo, redatti a cura del/della Segretario/a e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto l’adunanza, sono conservati agli atti.
2. Il Consiglio direttivo è composto da un minimo di cinque e un massimo di nove membri, compreso il/la Presidente e il/la Vicepresidente secondo il numero di volta in volta stabilito dall’Assemblea in sede di nomina.
3. Non può essere nominato membro del Consiglio direttivo e, se nominato, decade dal suo ufficio l’interdetto, l’inabilitato, il fallito o chi è stato condannato a una pena che importa l’interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici o l’incapacità ad esercitare uffici direttivi.
4. Al fine di favorire la partecipazione attiva e l’effettivo coinvolgimento di tutti gli/le associati/e, prima di procedere all’elezione, l’Assemblea stabilisce il numero minimo di consiglieri appartenenti alle organizzazioni associate di piccola e di grande dimensione e ne definisce i criteri, qualora ciò non sia già stato stabilito dai regolamenti elettorali.
5. Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più membri del Consiglio direttivo, il/la Presidente convoca l’Assemblea dei/delle Soci/e affinché provveda all’elezione del nuovo Consigliere. Il mandato del/della Consigliere/a subentrato scade con quello del consiglio di cui è divenuto parte.
6. Al Consiglio direttivo spetta:
a. eleggere, tra i propri membri, il/la Presidente e il/la Vicepresidente;
b. curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;
c. predisporre i bilanci consuntivo e preventivo nonché il programma annuale di attività da presentare all’Assemblea;
d. predisporre i regolamenti;
e. deliberare sulle domande di nuove adesioni;
f. prendere atto della perdita di qualità di socio/a;
g. provvedere agli affari di ordinaria e straordinaria amministrazione che non siano spettanti all’Assemblea dei/delle soci/e;
h. nominare e revocare il/la Direttore/Direttrice, decidere sull’assunzione e il licenziamento del personale dipendente, l’avvio e l’interruzione di rapporti di collaborazione e consulenza;
i. ratificare o respingere i provvedimenti d’urgenza adottati dal/dalla Presidente;
j. proporre all’Assemblea i provvedimenti di esclusione da socio/a per i motivi di cui all’art. 6.
7. Il Consiglio direttivo è convocato di regola almeno sei volte l’anno e ogni qualvolta il/la Presidente o in sua vece il/la Vicepresidente, lo ritenga opportuno, o quando almeno la metà dei membri ne faccia richiesta.
8. Il Consiglio è convocato con almeno dodici giorni di anticipo dal/dalla Presidente senza obbligo di forma, purché con mezzi idonei, di cui si abbia prova di ricezione da parte dei destinatari.
9. Il Consiglio direttivo è presieduto dal/dalla Presidente o, in caso di sua assenza, dal/dalla Vicepresidente. Assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri e il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.
10. I verbali di ogni adunanza del Consiglio direttivo, redatti a cura del/della Segretario/a e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto l’adunanza, sono conservati agli atti.

3.1.3 Il Presidente

Il Consiglio direttivo nomina al proprio interno il/la Presidente dell’associazione che ha la rappresentanza legale dell’ente e un/una vicepresidente.
Il Presidente rappresenta ed esprime l’unità dell’associazione e ne esercita il coordinamento politico ed organizzativo. Egli rappresenta l’ente, a tutti gli effetti di legge, di fronte a terzi ed in giudizio ed ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento dell’ente; a lui spetta la firma degli atti sociali che impegnano il CSV Alto Adige sia nei riguardi degli associati che dei terzi.
2. Il/la Presidente è eletto/a a maggioranza dal Consiglio direttivo. In caso di più candidati si procederà al ballottaggio tra i primi due che avranno ottenuto il maggior numero di voti. Il/la Presidente convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio direttivo. Può adottare provvedimenti d’urgenza sottoponendoli entro 15 gg. alla ratifica del Consiglio direttivo. Il mandato del/della Presidente coincide temporalmente con quello del Consiglio direttivo.
3. In caso di assenza o impedimento del/della Presidente le sue funzioni spettano a un/una Vicepresidente nominato dal Consiglio direttivo. La sottoscrizione effettuata dal/dalla Vicepresidente prova l’assenza o l’impedimento del/della Presidente.
L’attuale presidente è Sergio Bonagura, al suo secondo mandato. Classe 1975, laureato in legge presso l’Università degli studi di Trento con una tesi di ricerca sul diritto del lavoro.
Il nostro Presidente rappresenta inoltre la Provincia autonoma di Bolzano presso il “CSVnet”.
Come attività Sergio Bonagura opera nell’associazione “Arci”, dove si occupa tra le altre tematiche della prevenzione alla povertà educativa.
Classe 1975, laureato in legge presso l’Università degli studi di Trento, con una tesi di ricerca sul diritto comparato del lavoro, è nato e vive a Bolzano dove dal 2021 ricopre la carica di presidente del CSV Alto Adige. Attualmente opera anche in Arci dove si occupa del programma Erasmus+ e di attività sul tema del contrasto e della prevenzione alla povertà educativa. In Arciragazzi Bolzano, inoltre, dirige e coordina interventi legati alla dispersione scolastica. È stato eletto consigliere di CSVnet per la prima volta nel 2021.
Impegno e Attività di Sergio Bonagura:
Il Presidente di un Centro Servizi per il Volontariato affronta sfide strategiche cruciali, tra cui supportare le organizzazioni nel contesto del RUNTS, favorire il ricambio generazionale, innovare i servizi e promuovere la cultura del dono. Deve garantire il cambiamento sociale e la crescita inclusiva.
Ecco le principali sfide:
Concretamente mi dedico volentieri con tutta la mia energia a capire meglio l’attuale sistema di collaborazione tra il CSV e i suoi partners, soprattutto enti pubblici e privati.
E in questo contesto parliamo in modo specifico delle seguenti tematiche, che mi permetto di analizzare meglio.
Il Terzo settore è chiamato poi a essere complementare all’incontro tra domanda e offerta di servizi e alla professionalizzazione delle competenze, per rafforzare il cosiddetto terziario sociale oggi ancora debole in Italia. Svolge indubbiamente un ruolo strategico per aggregare la domanda di servizi e promuovere un approccio che colga le interdipendenze tra i bisogni di uno specifico territorio e generi risposte di tipo aggregativo.
Il Terzo settore, decisamente non è un’importante risorsa soltanto dal punto di vista sociale ma anche da quello economico, considerando che le attività in questo ambito coinvolgono persone e attività della società. Gli enti del Terzo settore hanno anche la possibilità di accedere a benefici e agevolazioni, per cui risulta fondamentale che essi siano il più possibile responsabili e trasparenti.
Grazie e buon lavoro a tutti noi.
Il Presidente rappresenta ed esprime l’unità dell’associazione e ne esercita il coordinamento politico ed organizzativo. Egli rappresenta l’ente, a tutti gli effetti di legge, di fronte a terzi ed in giudizio ed ha la responsabilità generale della conduzione e del buon andamento dell’ente; a lui spetta la firma degli atti sociali che impegnano il CSV Alto Adige sia nei riguardi degli associati che dei terzi.
Art. 11 del nostro Statuto:
Il/La Presidente
1. Il/la Presidente è il/la legale rappresentante dell’Associazione nonché Presidente del Consiglio direttivo. Egli rappresenta l’Associazione sia di fronte a terzi che in giudizio.Il/La Presidente
2. Il/la Presidente è eletto/a a maggioranza dal Consiglio direttivo. In caso di più candidati si procederà al ballottaggio tra i primi due che avranno ottenuto il maggior numero di voti. Il/la Presidente convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio direttivo. Può adottare provvedimenti d’urgenza sottoponendoli entro 15 gg. alla ratifica del Consiglio direttivo. Il mandato del/della Presidente coincide temporalmente con quello del Consiglio direttivo.
3. In caso di assenza o impedimento del/della Presidente le sue funzioni spettano a un/una Vicepresidente nominato dal Consiglio direttivo. La sottoscrizione effettuata dal/dalla Vicepresidente prova l’assenza o l’impedimento del/della Presidente.
L’attuale presidente è Sergio Bonagura, al suo secondo mandato. Classe 1975, laureato in legge presso l’Università degli studi di Trento con una tesi di ricerca sul diritto del lavoro.
Il nostro Presidente rappresenta inoltre la Provincia autonoma di Bolzano presso il “CSVnet”.
Come attività Sergio Bonagura opera nell’associazione “Arci”, dove si occupa tra le altre tematiche della prevenzione alla povertà educativa.
Saluto del Presidente Sergio Bonagura
Il Presidente del CSV Alto Adige (Centro Servizi per il Volontariato) è Sergio Bonagura. A marzo 2025, è stato confermato alla presidenza del centro per il quadriennio successivo.Classe 1975, laureato in legge presso l’Università degli studi di Trento, con una tesi di ricerca sul diritto comparato del lavoro, è nato e vive a Bolzano dove dal 2021 ricopre la carica di presidente del CSV Alto Adige. Attualmente opera anche in Arci dove si occupa del programma Erasmus+ e di attività sul tema del contrasto e della prevenzione alla povertà educativa. In Arciragazzi Bolzano, inoltre, dirige e coordina interventi legati alla dispersione scolastica. È stato eletto consigliere di CSVnet per la prima volta nel 2021.
Impegno e Attività di Sergio Bonagura:
Conferma alla guida: Bonagura è stato confermato presidente dal nuovo Consiglio Direttivo eletto il 10 marzo 2025.
Supporto al Terzo Settore: Sotto la sua presidenza, il CSV si concentra sullo sviluppo del sistema di consulenze per le associazioni e il volontariato, in linea con la riforma del Terzo Settore.
Amministrazione Condivisa: Si impegna attuare i principi dell’amministrazione condivisa in Alto Adige/Südtirol, favorendo la collaborazione tra enti pubblici e organizzazioni di volontariato.
Consolidamento del CSV: Ha lavorato per consolidare il ruolo del CSV Alto Adige come punto di riferimento per le organizzazioni locali (oltre 200 organizzazioni associate).
Ad affiancarlo nella gestione del CSV Alto Adige come vicepresidente è stata confermata Vanessa Macchia.Il Presidente di un Centro Servizi per il Volontariato affronta sfide strategiche cruciali, tra cui supportare le organizzazioni nel contesto del RUNTS, favorire il ricambio generazionale, innovare i servizi e promuovere la cultura del dono. Deve garantire il cambiamento sociale e la crescita inclusiva.
Ecco le principali sfide:
Gestione e Innovazione del Terzo Settore: Guidare le organizzazioni nell’adeguamento normativo (RUNTS), offrendo formazione continua e supporto tecnico qualificato.
Sentinelle sul Territorio: Agire come osservatori dei bisogni sociali, specialmente per le persone vulnerabili e i territori marginalizzati.
Transizione Sociale e Digitale: Evolvere il ruolo del volontariato in un contesto di democrazia digitale, mantenendo l’impegno, l’altruismo e la capacità di coesione sociale.
Partecipazione e Unità: Promuovere la collaborazione tra le diverse associazioni per valorizzare il volontariato come risorsa comunitaria e unire le forze.
Sostenibilità: Assicurare risorse e progettualità per garantire servizi efficaci e stabili alle organizzazioni di volontariato.
La presidenza di un CSV è dunque un ruolo di leadership sociale volto a connettere le persone e innovare l’agire volontario.
Durante l’anno 2025 mi sono molto occupato per
valorizzare il ruolo del CSV Alto Adige come attivatore di processi, aiutando e sostenendo i piccoli enti del terzo settore sia nelle pratiche sia nell’identificazione del senso della loro azione;
trovare le parole in comune che uniscono le varie forme di volontariato;
fare in modo di allargare la partecipazione alla governance del nostro CSV Alto Adige;
accrescere il dialogo con soggetti che appartengono a mondi diversi, iniziando da quelli più prossimi come il mondo della cooperazione;
indagare e comprendere quelli che vengono definiti i “nuovi volontariati”;
creare continuità nei progetti e nelle azioni;
promuovere i progetti che a livello nazionale ottimizzano la conoscenza e forniscono strumenti di lavoro utili a tutti come, ad esempio, Cantiere del Terzo settore. Perché le istanze e le richieste che provengono dai territori sono molte e ad esse si deve rispondore con azioni e intelligenze condivise.
La passione di un Presidente di un Centro Servizi del Volontariato (CSV) è il motore che trasforma l’impegno altruistico in azione strutturata, rappresentando una figura di sintesi tra la dedizione personale e la gestione strategica del Terzo Settore. Questo ruolo non è solo amministrativo, ma una vocazione radicata nei valori di solidarietà, partecipazione e democrazia.Concretamente mi dedico volentieri con tutta la mia energia a capire meglio l’attuale sistema di collaborazione tra il CSV e i suoi partners, soprattutto enti pubblici e privati.
E in questo contesto parliamo in modo specifico delle seguenti tematiche, che mi permetto di analizzare meglio.
Radici nel Volontariato: Spesso il Presidente è un volontario di lungo corso, mosso da una “militanza” decennale in settori come soccorso, protezione civile o sociale, che porta l’esperienza diretta al vertice del centro servizi.
Emozione e Comunità: La passione si manifesta nell’emozione per i risultati raggiunti, come l’inaugurazione di nuovi mezzi di trasporto sociale o il successo di progetti comuni che rafforzano il tessuto locale.
Motivazione al “Fare Bene”: Non basta fare del bene, ma è fondamentale farlo bene. Il Presidente del CSV deve, secondo il mio punto di vista trasformare la passione in supporto tecnico, formativo e informativo per le associazioni, promuovendo una cultura del dono professionale e organizzata.
Superamento dell’Indifferenza: La figura del Presidente incarna la volontà di sconfiggere l’indifferenza attraverso l’azione e l’esempio, diventando un punto di riferimento per la comunità e le istituzioni.
Leadership di Servizio: La passione si declina in “leadership di servizio”, lavorando per far crescere le esperienze associative e valorizzare la libertà di associazione, come previsto dalla Costituzione.
Il Presidente inoltre ha indubbiamente il compito di orientare le attività di promozione e azione della non profit, trasformando l’entusiasmo in progetti tangibili che rispondano ai bisogni reali della comunità.Il Terzo settore è chiamato poi a essere complementare all’incontro tra domanda e offerta di servizi e alla professionalizzazione delle competenze, per rafforzare il cosiddetto terziario sociale oggi ancora debole in Italia. Svolge indubbiamente un ruolo strategico per aggregare la domanda di servizi e promuovere un approccio che colga le interdipendenze tra i bisogni di uno specifico territorio e generi risposte di tipo aggregativo.
Il Terzo settore, decisamente non è un’importante risorsa soltanto dal punto di vista sociale ma anche da quello economico, considerando che le attività in questo ambito coinvolgono persone e attività della società. Gli enti del Terzo settore hanno anche la possibilità di accedere a benefici e agevolazioni, per cui risulta fondamentale che essi siano il più possibile responsabili e trasparenti.
Grazie e buon lavoro a tutti noi.
Sergio Bonagura
Presidente

3.1.4 La Vicepresidente

Art. 12 del nostro Statuto: Il/La Vicepresidente
Il/La Vicepresidente è eletto a maggioranza dal Consiglio direttivo. In caso di più candidati si procederà al ballottaggio tra i primi due che avranno ottenuto il maggior numero di voti. Sostituisce il/la Presidente in caso di sua assenza, impedimento o cessazione.
Il mandato del/della Vicepresidente coincide temporalmente con quello del Consiglio direttivo.
Vorrei formulare meglio i miei e i nostri obiettivi nel Consiglio direttivo.
Continuità e Innovazione: Proseguire il lavoro svolto nel triennio precedente, con un occhio alla modernizzazione dei servizi offerti, puntando sul valore del volontariato come “capitale sociale” indispensabile per la coesione delle comunità, specialmente in un contesto locale interconnesso.
Importante risulta anche il supporto Tecnico e la Riforma. Per me come Vicepresidente focus principale resta il sostegno amministrativo, formativo e burocratico alle associazioni, in linea con l’evoluzione del Codice del Terzo Settore.
E vorrei ricordare anche Inclusione e il Contrasto alla violenza. Dobbiamo avviare e rafforzare azioni concrete contro la disuguaglianza di genere e per il sostegno ad attività solidali,
Solo un volontariato strutturato può affrontare le sfide future, come l’invecchiamento della popolazione e le crescenti complessità sociali.
Una sfida cruciale è l’invecchiamento della base volontaria e la necessità di coinvolgere nuove generazioni, favorendo il volontariato di competenza e giovanile, in particolare sotto i 18 anni.
Mostrare alle nuove generazioni che è possibile diventare agenti protagonisti dei cambiamenti a cui si aspira è importante per accendere in loro quella fiducia in sé e nella realtà capace di attivare una ricerca concreta e vantaggiosa per il proprio futuro.
La formazione è indubbiamente un elemento chiave per lo sviluppo organizzativo e il potenziamento delle competenze dei soggetti agenti nel Terzo settore, non solo come requisito per poter materialmente operare, ma anche come strumento per arricchire le loro conoscenze e accrescerne la sensibilità e la consapevolezza in relazione agli scopi e ai valori che l’ente in cui operano persegue.
È anche per questo che da diversi anni il Terzo settore guarda al mondo dell’istruzione universitaria per formare adeguatamente l’universo professionale che lo caratterizza, tanto variegato quanto specializzato.
Un altro aspetto che mi sta a cuore sono le pari opportunità nel volontariato. È importante coinvolgere in queste esperienze di crescita e arricchimento personale e collettivo anche le fasce di popolazione più fragili e le aree a maggior rischio sociale.
Riassumendo mi permettere di condividere le seguenti riflessioni:
La formazione continua nel Terzo settore rappresenta un pilastro fondamentale non solo per l’adeguamento normativo, ma come leva strategica per innalzare l’impatto sociale, la resilienza e l’efficienza delle organizzazioni. In un contesto in continua evoluzione, l’aggiornamento delle competenze (lifelong learning) permette a dipendenti e volontari di adattarsi ai cambiamenti strutturali e alle nuove esigenze social.
Pertanto, la formazione continua è considerata indispensabile nel Terzo settore per garantire l’efficacia, l’innovazione e la sostenibilità delle organizzazioni non profit. In un contesto in rapida evoluzione, caratterizzato dalla riforma del settore e dalla necessità di competenze multidisciplinari, l’aggiornamento costante, fornito anche e con il supporto del team del CSV Alto Adige permette indubbiamente di rispondere al meglio ai bisogni sociali e di mantenere elevati standard qualitativi.
Buon lavoro e buona formazione per tutti e tutte!
Il/La Vicepresidente è eletto a maggioranza dal Consiglio direttivo. In caso di più candidati si procederà al ballottaggio tra i primi due che avranno ottenuto il maggior numero di voti. Sostituisce il/la Presidente in caso di sua assenza, impedimento o cessazione.
Il mandato del/della Vicepresidente coincide temporalmente con quello del Consiglio direttivo.
Saluto della Vicepresidente Vanessa Macchia
Professione: Prof.aggr. Ricercatrice in Didattica e Pedagogia Speciale della Libera Università di Bolzano, Facoltà di Scienze della Formazione Impegno nel volontariato:Esperienza da più di 25 anni nel volontariato giovanile altoatesino;
Esperienza pluriennale nel lavoro del campo infantile e giovanile;
Attuale membro del consiglio di amministrazione dell’azienda pubblica per servizi di cura e assistenza “Pensionato e Centro di Degenza San Paolo “A.P.S.P”, San Paolo-Appiano (dall’anno 2013);
Membro del Consiglio Direttivo del Comitato di educazione permanente e Cultura Cornaiano (dall’anno 2019).
Sono felice di ricordare quanto sia fondamentale l’animazione del territorio che da un lato risponde alle richieste delle organizzazioni, dall’altro intercetta bisogni latenti emersi dall’analisi del contesto. In alcuni casi, sono le stesse associazioni a chiederci di facilitare incontri tematici o il confronto su specifiche sfide, come quelle legate al coinvolgimento dei giovani. In altri casi, invece, siamo noi a individuare temi cruciali, anche in assenza di una domanda esplicita, e li sottoponiamo alla base sociale.Vorrei formulare meglio i miei e i nostri obiettivi nel Consiglio direttivo.
Continuità e Innovazione: Proseguire il lavoro svolto nel triennio precedente, con un occhio alla modernizzazione dei servizi offerti, puntando sul valore del volontariato come “capitale sociale” indispensabile per la coesione delle comunità, specialmente in un contesto locale interconnesso.
Importante risulta anche il supporto Tecnico e la Riforma. Per me come Vicepresidente focus principale resta il sostegno amministrativo, formativo e burocratico alle associazioni, in linea con l’evoluzione del Codice del Terzo Settore.
E vorrei ricordare anche Inclusione e il Contrasto alla violenza. Dobbiamo avviare e rafforzare azioni concrete contro la disuguaglianza di genere e per il sostegno ad attività solidali,
Solo un volontariato strutturato può affrontare le sfide future, come l’invecchiamento della popolazione e le crescenti complessità sociali.
Una sfida cruciale è l’invecchiamento della base volontaria e la necessità di coinvolgere nuove generazioni, favorendo il volontariato di competenza e giovanile, in particolare sotto i 18 anni.
Mostrare alle nuove generazioni che è possibile diventare agenti protagonisti dei cambiamenti a cui si aspira è importante per accendere in loro quella fiducia in sé e nella realtà capace di attivare una ricerca concreta e vantaggiosa per il proprio futuro.
La formazione è indubbiamente un elemento chiave per lo sviluppo organizzativo e il potenziamento delle competenze dei soggetti agenti nel Terzo settore, non solo come requisito per poter materialmente operare, ma anche come strumento per arricchire le loro conoscenze e accrescerne la sensibilità e la consapevolezza in relazione agli scopi e ai valori che l’ente in cui operano persegue.
È anche per questo che da diversi anni il Terzo settore guarda al mondo dell’istruzione universitaria per formare adeguatamente l’universo professionale che lo caratterizza, tanto variegato quanto specializzato.
Un altro aspetto che mi sta a cuore sono le pari opportunità nel volontariato. È importante coinvolgere in queste esperienze di crescita e arricchimento personale e collettivo anche le fasce di popolazione più fragili e le aree a maggior rischio sociale.
Riassumendo mi permettere di condividere le seguenti riflessioni:
La formazione continua nel Terzo settore rappresenta un pilastro fondamentale non solo per l’adeguamento normativo, ma come leva strategica per innalzare l’impatto sociale, la resilienza e l’efficienza delle organizzazioni. In un contesto in continua evoluzione, l’aggiornamento delle competenze (lifelong learning) permette a dipendenti e volontari di adattarsi ai cambiamenti strutturali e alle nuove esigenze social.
Pertanto, la formazione continua è considerata indispensabile nel Terzo settore per garantire l’efficacia, l’innovazione e la sostenibilità delle organizzazioni non profit. In un contesto in rapida evoluzione, caratterizzato dalla riforma del settore e dalla necessità di competenze multidisciplinari, l’aggiornamento costante, fornito anche e con il supporto del team del CSV Alto Adige permette indubbiamente di rispondere al meglio ai bisogni sociali e di mantenere elevati standard qualitativi.
Buon lavoro e buona formazione per tutti e tutte!
Vanessa Macchia
Vicepresidente

3.1.5 Il Direttore

Saluto del Direttore Ulrich Seitz
Il Direttore di un Centro di Servizio per il Volontariato riveste oggi un ruolo strategico di guida e innovazione, evolvendo da semplice gestore di servizi a vero e proprio animatore territoriale e agenzia di sviluppo del volontariato. Con l’attuazione della Riforma del Terzo Settore (CTS), le sfide si concentrano sulla sostenibilità, la trasformazione digitale e l’adeguamento normativo, specialmente con le novità previste per il 2026.
Gli impegni personali continuano e comprendono quanto segue:
1. Adeguamento alla Riforma del Terzo Settore (RUNTS e Fisco)
- Gestione del RUNTS: Accompagnare le Organizzazioni di Volontariato e gli Enti di Terzo Settore nell’iscrizione e nel mantenimento dei requisiti del Registro Unico Nazionale (RUNTS).
- Novità Fiscali 2026: Dal 1° gennaio 2026, la riforma fiscale cambierà le regole sulla “decommercializzazione” dei proventi. Il direttore deve guidare le associazioni nell’affrontare un nuovo regime di IVA e la gestione delle entrate commerciali, che diventeranno più stringenti.
- Trasparenza: Garantire standard elevati di rendicontazione e trasparenza per gli ETS.
2. Sviluppo del Volontariato e Ricambio Generazionale
- Promozione del volontariato giovanile: anche il CSV Alto Adige deve intercettare nuove forme di cittadinanza attiva e coinvolgere i giovani, ad esempio attraverso le scuole.
- Volontariato di competenza: Riconoscere e valorizzare le competenze professionali nel volontariato, trasformando il “fare” in “impatto”.
- Sostegno alla coesione: Aiutare le associazioni a mitigare le sfide attuali, rafforzando il ruolo del volontariato nel costruire comunità resilienti.
3. Trasformazione dei Servizi e Innovazione
- Dallo Sportello alla Progettazione: Passare da un modello basato puramente sui servizi di base (consulenza, formazione) all’animazione territoriale e alla coprogettazione con gli enti pubblici.
- Digitalizzazione: Implementare software gestionali, strumenti digitali e formazione online per assistere le associazioni in modo efficiente.
- Sostenibilità: Gestire le risorse dei CSV in un contesto in cui il supporto alle associazioni richiede competenze sempre più elevate e multidisciplinari.
4. Gestione delle Risorse Umane e Governance
- Formazione continua: Il direttore deve gestire la formazione dello staff del CSV, garantendo che le competenze siano adeguate alle nuove normative (Scuola dei CSV).
- Networking: Costruire reti stabili con altri enti di terzo settore, istituzioni e il mondo della cooperazione per ampliare l’impatto.
Il Terzo Settore è un grande attore di costruzione della qualità delle relazioni.
Non è più possibile basare la nostra economia e la nostra società solamente sullo Stato (il quale deve essere chiaramente efficiente), non solamente sul mercato (il quale deve essere formato sempre più da imprese di qualità), bensì dobbiamo fondare la nostra società e la nostra economia anche sulle famiglie e sul Terzo Settore; di questo dobbiamo prendere coscienza, i fatti ce l’hanno dimostrato; alle Istituzioni e a ciascuno di noi tocca dare un nuovo ruolo a questo settore all’interno della politica sociale, economica e fiscale, a livello locale, nazionale e internazionale.”
In un’epoca in cui la felicità e il valore sono direttamente proporzionali al livello di successo e ricchezza, e in una società per lo più individualista e autoriferita, esiste un settore che cerca di combattere questa tendenza di pensiero.
È indispensabile mettere al centro maggiormente la comunità e le persone, guardando più al “lato umano” e meno a quello burocratico.Il ruolo del direttore nel 2026 sarà fondamentale anche in futuro per traghettare le associazioni verso un volontariato, anche se serve più “manageriale” ma in ogni caso solidale, garantendo che le difficoltà normative non frenino l’azione sociale.
In un mondo che tende a valorizzare la competizione e l’efficienza, il Terzo Settore rappresenta un’alternativa basata sulla cooperazione, sull’umanità e sul legame sociale. È una risposta concreta alla crisi dei valori relazionali, ed è, oggi più che mai, fondamentale per costruire una società coesa, giusta e solidale.
Buon rendere e buon lavoro a tutte e a tutti!
Gli impegni personali continuano e comprendono quanto segue:
1. Adeguamento alla Riforma del Terzo Settore (RUNTS e Fisco)
- Gestione del RUNTS: Accompagnare le Organizzazioni di Volontariato e gli Enti di Terzo Settore nell’iscrizione e nel mantenimento dei requisiti del Registro Unico Nazionale (RUNTS).
- Novità Fiscali 2026: Dal 1° gennaio 2026, la riforma fiscale cambierà le regole sulla “decommercializzazione” dei proventi. Il direttore deve guidare le associazioni nell’affrontare un nuovo regime di IVA e la gestione delle entrate commerciali, che diventeranno più stringenti.
- Trasparenza: Garantire standard elevati di rendicontazione e trasparenza per gli ETS.
2. Sviluppo del Volontariato e Ricambio Generazionale
- Promozione del volontariato giovanile: anche il CSV Alto Adige deve intercettare nuove forme di cittadinanza attiva e coinvolgere i giovani, ad esempio attraverso le scuole.
- Volontariato di competenza: Riconoscere e valorizzare le competenze professionali nel volontariato, trasformando il “fare” in “impatto”.
- Sostegno alla coesione: Aiutare le associazioni a mitigare le sfide attuali, rafforzando il ruolo del volontariato nel costruire comunità resilienti.
3. Trasformazione dei Servizi e Innovazione
- Dallo Sportello alla Progettazione: Passare da un modello basato puramente sui servizi di base (consulenza, formazione) all’animazione territoriale e alla coprogettazione con gli enti pubblici.
- Digitalizzazione: Implementare software gestionali, strumenti digitali e formazione online per assistere le associazioni in modo efficiente.
- Sostenibilità: Gestire le risorse dei CSV in un contesto in cui il supporto alle associazioni richiede competenze sempre più elevate e multidisciplinari.
4. Gestione delle Risorse Umane e Governance
- Formazione continua: Il direttore deve gestire la formazione dello staff del CSV, garantendo che le competenze siano adeguate alle nuove normative (Scuola dei CSV).
- Networking: Costruire reti stabili con altri enti di terzo settore, istituzioni e il mondo della cooperazione per ampliare l’impatto.
Il Terzo Settore è un grande attore di costruzione della qualità delle relazioni.
Non è più possibile basare la nostra economia e la nostra società solamente sullo Stato (il quale deve essere chiaramente efficiente), non solamente sul mercato (il quale deve essere formato sempre più da imprese di qualità), bensì dobbiamo fondare la nostra società e la nostra economia anche sulle famiglie e sul Terzo Settore; di questo dobbiamo prendere coscienza, i fatti ce l’hanno dimostrato; alle Istituzioni e a ciascuno di noi tocca dare un nuovo ruolo a questo settore all’interno della politica sociale, economica e fiscale, a livello locale, nazionale e internazionale.”
In un’epoca in cui la felicità e il valore sono direttamente proporzionali al livello di successo e ricchezza, e in una società per lo più individualista e autoriferita, esiste un settore che cerca di combattere questa tendenza di pensiero.
È indispensabile mettere al centro maggiormente la comunità e le persone, guardando più al “lato umano” e meno a quello burocratico.Il ruolo del direttore nel 2026 sarà fondamentale anche in futuro per traghettare le associazioni verso un volontariato, anche se serve più “manageriale” ma in ogni caso solidale, garantendo che le difficoltà normative non frenino l’azione sociale.
In un mondo che tende a valorizzare la competizione e l’efficienza, il Terzo Settore rappresenta un’alternativa basata sulla cooperazione, sull’umanità e sul legame sociale. È una risposta concreta alla crisi dei valori relazionali, ed è, oggi più che mai, fondamentale per costruire una società coesa, giusta e solidale.
Buon rendere e buon lavoro a tutte e a tutti!
Ulrich Seitz
Il ruolo e la missione del CSV Alto Adige sono quindi i seguenti:
Siamo il punto di riferimento al fianco del volontariato e del Terzo settore, con uno sguardo attento alle problematiche attuali e una visione lungimirante. In questo modo, diamo voce agli interessi comuni di tutte le organizzazioni del Terzo settore, ne facilitiamo i collegamenti e le sosteniamo con servizi che consentano loro di continuare a svilupparsi e perseguire i propri obiettivi con fiducia, creatività e indipendenza.
Umanità:
Grazie ai nostri modi rispettosi e amichevoli, creiamo relazioni soddisfacenti e più profonde.
Mindfulness:
L’attenzione ai bisogni e ai processi di crescita degli individui e delle organizzazioni è alla base del nostro lavoro.
Inclusione:
Siamo un sistema aperto e offriamo servizi in modo accessibile ed equo.
Concretezza:
Siamo un partner affidabile e competente che fornisce risposte esaurienti e aiuta a trovare le soluzioni migliori.
Permettetemi di citare alcuni aiuti specifici che possono essere utilizzati a lungo termine per un impegno compatto dei volontari, indipendentemente dalle consultazioni quotidiane, dove spesso si tratta di affrontare il più rapidamente possibile le questioni urgenti dell’attività quotidiana.
Umanità:
Grazie ai nostri modi rispettosi e amichevoli, creiamo relazioni soddisfacenti e più profonde.
Mindfulness:
L’attenzione ai bisogni e ai processi di crescita degli individui e delle organizzazioni è alla base del nostro lavoro.
Inclusione:
Siamo un sistema aperto e offriamo servizi in modo accessibile ed equo.
Concretezza:
Siamo un partner affidabile e competente che fornisce risposte esaurienti e aiuta a trovare le soluzioni migliori.
Permettetemi di citare alcuni aiuti specifici che possono essere utilizzati a lungo termine per un impegno compatto dei volontari, indipendentemente dalle consultazioni quotidiane, dove spesso si tratta di affrontare il più rapidamente possibile le questioni urgenti dell’attività quotidiana.
Stiamo parlando in particolare di:
Gestione di progetti per volontariObiettivo: Impartire competenze di gestione dei progetti per realizzarli con successo.
Contenuti: Fondamenti di gestione del progetto, pianificazione e organizzazione, leadership del team, gestione del tempo, valutazione e reporting.
Reclutamento e mantenimento dei sociObiettivo: strategie per attrarre nuovi soci e mantenere quelli esistenti.
Contenuti: Analisi del gruppo target, strategie di marketing, sviluppo di programmi associativi, strategie di motivazione e mantenimento, metodi di feedback.
Competenze di leadership per manager di volontariObiettivo: sviluppare le capacità di leadership dei manager volontari.
Contenuti: Stili e tecniche di leadership, team building e motivazione, gestione dei conflitti, processo decisionale, delega dei compiti.
Tempo e autogestione per i volontariObiettivo: migliorare l’efficienza e la produttività personale.
Contenuti: Definizione delle priorità, tecniche di pianificazione, gestione dello stress, equilibrio tra lavoro volontario e vita privata, uso di strumenti di gestione del tempo.
Tecniche di retorica e di presentazioneObiettivo: migliorare le capacità di presentazione orale e di conversazione.
Contenuti: Struttura e organizzazione dei discorsi, linguaggio del corpo e uso della voce, gestione della paura del palcoscenico, uso di supporti visivi, tecniche per aumentare la persuasività.
Non vediamo l’ora di realizzare nuovi ed entusiasmanti progetti comuni con i nostri soci
Ulrich Seitz
Direttore
3.1.6 L’Organo di controllo
Art. 14 del nostro Statuto - Organo di Controllo - composizione – competenze
1. Ai sensi del D.Lgs. n.117/2017 è nominato un organo di controllo composto di 3 (tre) membri effettivi e 2 (due) supplenti, nominati dall’Assemblea e, per quanto riguarda il componente con funzioni di presidente, dall’Organismo Territoriale di Controllo (OTC) di cui all’art. 65, comma 7 lettera e) del D.Lgs. n. 117/2017.2. L’Organo di controllo rimane in carica quattro anni. Ai componenti si applica l’art. 2399 c.c. (cause di ineleggibilità e decadenza). Loro sono rieleggibili. Almeno uno dei componenti deve essere scelto tra le categorie di soggetti di cui al comma 2, art. 2397 Codice civile. La carica di componente dell’organo di controllo, comunque non potrà essere ricoperta per un periodo superiore ad anni dodici.
3. L’organo di controllo svolge compiti di vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, nonché sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento.
4. L’organo di controllo attesta che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida ministeriali. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dall’organo di controllo.
5. Esso esercita inoltre il controllo sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ai sensi dell’art. 30 comma 6 del Codice del Terzo settore.
6. I componenti dell’organo di controllo possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, possono chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Hanno inoltre il diritto di partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio direttivo.
7. All’organo di controllo è attribuita anche la revisione legale nei casi in cui essa sia obbligatoria ai sensi dell’art. 31 D.Lgs. n. 117/2017. In tal caso l’organo di controllo è costituito da revisori legali iscritti nell’apposito registro.
8. Ai componenti dell’Organo di controllo può essere riconosciuto un compenso, determinato dal Consiglio direttivo.
3. L’organo di controllo svolge compiti di vigilanza sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, nonché sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile e sul suo concreto funzionamento.
4. L’organo di controllo attesta che il bilancio sociale sia stato redatto in conformità alle linee guida ministeriali. Il bilancio sociale dà atto degli esiti del monitoraggio svolto dall’organo di controllo.
5. Esso esercita inoltre il controllo sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ai sensi dell’art. 30 comma 6 del Codice del Terzo settore.
6. I componenti dell’organo di controllo possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo, e a tal fine, possono chiedere agli amministratori notizie sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Hanno inoltre il diritto di partecipare, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio direttivo.
7. All’organo di controllo è attribuita anche la revisione legale nei casi in cui essa sia obbligatoria ai sensi dell’art. 31 D.Lgs. n. 117/2017. In tal caso l’organo di controllo è costituito da revisori legali iscritti nell’apposito registro.
8. Ai componenti dell’Organo di controllo può essere riconosciuto un compenso, determinato dal Consiglio direttivo.
_fmt.jpg)
Armin Hilpold, Presidente

Renate Mattivi

Dieter Plaschke
Il 30 aprile 2021 è stata comunicata al CSV Alto Adige la nomina di Hannes Pircher a Presidente dell’Organo di Controllo CSV. Siamo molto felici di poter collaborare con Hannes Pircher, anche lui vanta un’importante esperienza del Terzo settore.
La composizione dell’attuale Organo di controllo
L’ONC si avvale per lo svolgimento delle proprie funzioni, anche degli Organismi Territoriali di Controllo (OTC) operanti in diversi ambiti territoriali.
Gli OTC sono chiamati a svolgere una funzione di controllo dei CSV:
Riassumendo
L’Organo di controllo vigila sull’osservanza della legge e dello Statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare, sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dal CSV Alto Adige ETS.La composizione dell’attuale Organo di controllo
| Nome e cognome | Ruolo |
| Hilpold Armin | Presidente |
| Mattivi Renate | Componente |
| Plaschke Dieter | Componente |
| Thaler Elisabeth | Supplente |
| Vittur Samuel | Supplente |
3.1.7 Organismo Nazionale di Controllo
L’ONC, Organismo Nazionale di Controllo, è una Fondazione con personalità giuridica di diritto privato, costituita con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali ai sensi dell’art. 64 del Codice del Terzo settore, svolge, nell’interesse generale, funzioni di indirizzo e di controllo dei CSV.L’ONC si avvale per lo svolgimento delle proprie funzioni, anche degli Organismi Territoriali di Controllo (OTC) operanti in diversi ambiti territoriali.
Gli OTC sono chiamati a svolgere una funzione di controllo dei CSV:
ricevono le domande e istruiscono le pratiche di accreditamento dei CSV, in particolare verificando la sussistenza dei requisiti di accreditamento;
verificano periodicamente, con cadenza almeno biennale, il mantenimento dei requisiti di accreditamento come CSV;
ripartiscono tra i CSV istituiti in ciascuna regione il finanziamento deliberato dall’ONC su base regionale ed ammettono a finanziamento la programmazione dei CSV;
verificano la legittimità e la correttezza dell’attività dei CSV in relazione all’uso delle risorse del FUN, nonché la loro generale adeguatezza organizzativa, amministrativa e contabile;
nominano, tra i revisori legali iscritti nell’apposito registro e con specifica competenza in materia di Terzo settore, un componente dell’organo di controllo interno del CSV con funzioni di presidente e diritto di assistere alle riunioni dell’organo di amministrazione del CSV.
